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Patrizia Catellani

voto-amaroBarisione, M., Catellani, P. e Garzia, D. (2013).
In ITANES (a cura di),
Voto amaro. Disincanto e crisi economica nelle elezioni del 2013,
Il Mulino, Bologna,
pp. 247-258.

ISBN 978-88-15-24712-4

S

e le si analizza alla luce del ruolo giocato dai leader di partito, le elezioni politiche del 2013 hanno presentato aspetti tanto di continuità quanto di rottura rispetto al passato. Come nelle cinque elezioni politiche precedenti dal 1994, la principale forza del centrodestra ha avuto alla sua guida Silvio Berlusconi, mentre al centrosinistra si presentava per la prima volta Pierluigi Bersani, dopo le esperienze di Veltroni nel 2008, Prodi nel 2006 e nel 1996, Rutelli nel 2001 e Occhetto nel 1994. In questo senso, la dinamica appariva speculare a quelle precedenti: da una parte, il leader di un partito personale che egli ha fondato e di cui è il “riflettore”, nella misura in cui le sue luci e le sue ombre personali e politiche si riflettono direttamente sul consenso di cui gode il partito; dall’altra, un segretario di partito che ha vinto le elezioni primarie ma che, come in altri casi precedenti, appare sostanzialmente come il “riflesso” del proprio partito, senza spiccare in quei requisiti di leadership che possono rappresentare un valore aggiunto e apportare quote di voti supplementari al partito. Rispetto alle elezioni precedenti, vi sono però anche due importanti elementi di novità dal punto di vista dell’“offerta di leadership”: da una parte, la presenza del primo ministro uscente, Mario Monti, alla guida di un polo di centro; dall’altra, l’entrata in scena di Beppe Grillo, benché formalmente non candidato alle elezioni, nell’arena elettorale nazionale alla guida del Movimento 5 Stelle. In questo nuovo contesto multipolare, ci si chiede quale capacità di attrazione abbia potuto esercitare ogni singolo leader a favore della propria forza politica. Per rispondere a questa domanda, analizzeremo prima i livelli di popolarità di cui essi godevano sia nell’opinione pubblica generale, sia fra l’elettorato del proprio partito; quindi osserveremo quali caratteristiche (energia, competenza, empatia, onestà) gli elettori attribuissero loro; infine rileveremo se e in quale misura “l’offerta di leadership” sia risultata congruente con la “domanda di leadership” espressa dall’elettorato dei rispettivi partiti.

 


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